L’inserimento

L’inserimento è un momento impegnativo, ma ricco e stimolante. Inizia una graduale appropriazione di tempi, spazi, abitudini e relazioni.

L’inserimento avviene gradualmente in quanto richiede uno sforzo emotivo al bambino (e non di rado anche al genitore). Come gestire la separazione?

Separazione, tratto da “I no che aiutano a crescere”, di Asha Phillips.

Uno di quei momenti in cui è indispensabile dire no ad un bambino è quello della separazione. Vostro figlio vorrebbe stare con voi, ma deve stare con altri. Uno dei problemi più frequenti lamentati dai genitori è che il loro bambino non accetta facilmente la separazione, si aggrappa e piange. La loro preoccupazione non è solo che non stia bene con gli altri, ma anche che, se non gestiscono bene la separazione, il rapporto ne risenta e diventi meno piacevole stare insieme. Il bambino si aggrappa a voi, mentre voi cercate di respingerlo. Anche qui dobbiamo analizzare che significato ha per ciascuno questo comportamento. La separazione è sempre un processo a due sensi.

Una delle prime separazioni significative per i bambini piccoli ha luogo quando vengono lasciati con la nonna, con la babysitter, con la tata, all’asilo nido o alla scuola materna. Quando si visita un asilo nido c’è sempre almeno un genitore che, benché apparentemente intento ad allontanare il figlio, è in realtà molto preoccupato di lasciarlo. Quando il bambino, anche se forse un po’ riluttante, ha già salutato e se ne sta andando, sarà magari il genitore a salutare di nuovo, facendo capire che una volta non bastava e che la situazione è penosa anche per lui. é molto probabile che, alla fine della scena, il bambino sia in lacrime, perché avrà colto e amplificato i sentimenti del genitore. Ecco perché, in alcuni asili, ai genitori non è consentito varcare la porta d’ingresso. Questo naturalmente non risolve il problema della separazione per il genitore e per il bambino, ma, almeno nel breve termine, facilita la vita al personale della scuola.

Il modo in cui il bambino vive la separazione dipende da come gli viene presentato il tempo che trascorrerà lontano dai genitori. La madre si fida della persona a cui lascia il figlio? Ha un buon ricordo dei periodi che lei stessa trascorreva fuori casa? Pensa di lasciare il figlio per il suo bene o per una propria esigenza, per esempio il lavoro? Tutti questi fattori influenzeranno il modo in cui prende commiato da lui. Un commiato tranquillo e fiducioso crea nel bimbo la prospettiva che trascorrerà delle ore piacevoli. 

Spesso ci si chiede se sia meglio salutare o sparire senza che il bimbo se ne accorga. Molti adulti sembrano convinti che i bambini piccoli non si rendano conto di ciò che li circonda: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Avendo lavorato per molti anni con bambini di età inferiore ai cinque anni, posso garantire che niente è più lontano dal vero. è vero piuttosto che, se vengono informati di una partenza imminente, i bambini hanno la possibilità di obiettare e di fare i capricci. I genitori devono capire e accettare questi sentimenti, senza rinunciare ai loro programmi.

Può creare disagio anche la situazione opposta, quella cioè in cui il bambino è contento che la mamma se ne vada. Questo può far soffrire una mamma che ama il figlio e sa che le mancherà.

Che fare con un bambino che strilla, vi si aggrappa e sembra non possa sopportare di essere abbandonato? Come negli esempi riportati sopra, dovete chiedervi se questi sentimenti riflettono la situazione reale. Se andate via malgrado le sue proteste e lo fate in modo positivo, fiduciose che vostro figlio sia in buone mani, rafforzate l’idea che starà bene senza di voi, che esistono altre persone al mondo in grado di prendersi cura di lui. Se non ve ne andate, ammettete di fatto che solo voi potete occuparvi di lui e che il mondo non è un posto sicuro. Naturalmente la separazione ve preparata con intelligenza. Bisogna valutare anche quanto tempo vostro figlio riesce a stare senza di voi. Dovrà magari essere un processo graduale, ma deve essere avviato perché il bambino possa gustare altre gioie oltre a quelle che voi gli offrite.